Dopo un’ampia ricognizione nel mondo delle vampire, ci concentreremo ora sull’analisi di alcune liriche dei primi quattro dischi dei Cradle of Filth nelle quali incontreremo nuovamente Diana, Lilith, Ecate, Ereshkigal, Carmilla e Erzsébet Báthory, ovvero gli “avatar” del lato oscuro e predatorio della Dea Primordiale, nonché alcuni espliciti rimandi alla filosofia dell’Ordine dei Nove Angoli.
‘The Principle of Evil Made Flesh’ (‘Il Principio del Male Fatto Carne’, 1994, Cacophonous Records) è il primo LP dei CoF registrato in studio e già dall’intro strumentale manifesta chiaramente quali sono e saranno i riferimenti culturali, nonché musicali, della band capitanata da Dani Filth benché, come sappiamo, nel corso del tempo – e dopo innumerevoli cambi di lineup – i CoF abbiano sviluppato uno stile che definire esclusivamente BM è riduttivo. La musica dei CoF, di norma, viene classificata come atmospheric o symphonic black metal / gothic metal e, con buona pace dei puristi del BM, risulta tanto originale quanto, a suo modo, estrema. Personalmente, essendo un’esploratrice di immaginari e quindi di stratificazioni, coaguli e dissoluzioni, il purismo mi annoia a morte perché se, da un lato, è vero che uno stile debba avere le sue regole, dall’altro, penso che la sperimentazione sia il solo modo per consentirgli di evolvere.

Tuttavia, tornando all’album in questione, nella prima traccia, Darkness Our Bride (Jugular Wedding) (Oscurità Nostra Sposa – Nozze Giugulari), verso la fine di due minuti di grande atmosfera ecco fare capolino il collegamento con l’Ordine dei Nove Angoli quando la voce sussurra “Agios o(s) Satanas!” e la liturgia musicale dedicata agli Dei Oscuri può avere inizio.
Se nella title track che segue si annuncia il ritorno della Dea:
| After thousands of years of terrifying silence She comes again. | Dopo millenni di terrificante silenzio Ella ritorna. |
in The Forest Whispers my Name (La Foresta Sussurra il mio Nome), un brano che ha fatto storia, entra la “Pallida Incantatrice”, ovvero Diana/Artemide, la Luna, e l’Adepto, parimenti, si inoltra nella Foresta, il luogo primigenio nel quale avviene la liberazione degli istinti:
| I sip the blood-red wine! My thoughts weigh heavy with the burden of time From knowledge drunk, from the fountain of life From Chaos born, out of love and the scythe The forest beckons with her nocturnal call To pull me close amid the baying of wolves Where the bindings of Christ are down-trodden with scorn In the dank, odiferous earth | Sorseggio il vino rosso sangue! I miei pensieri gravano con il fardello del tempo Inebriato dalla conoscenza, dall’acqua della fonte della vita Nato dal Caos, dall’amore e dalla falce La foresta m’invita con il suo richiamo notturno Per abbracciarmi con l’ululato dei lupi Dove i legami di Cristo sono calpestati con disprezzo Nella terra umida e odorosa |
Anche qui troviamo il riferimento agli Oscuri Immortali dell’O9A/ONA:
| I walk the path To the land of the Dark Immortals Where the hungry ones will carry my soul As the wild hunt careers through the boughs Come to me, my Pale Enchantress In the moon of the woods we kiss. Artemis be near me In the arms of the ancient oak Where daylight hangs by a lunar noose And the horned, hidden one is re-invoked. | Percorro il sentiero verso la terra degli Oscuri Immortali Dove coloro che hanno fame trasportano la mia anima Quando la Caccia Selvaggia sfreccia tra i rami. Vieni a me, mia Pallida Incantatrice Nella luna delle foreste ci baceremo. Artemide sii al mio fianco Fra le braccia dell’antica quercia Dove la luce del giorno pende da un cappio lunare E colui che porta le corna e sta nascosto viene rievocato. |

Come la Luna con la sua faccia oscura, così si manifesta la Dea ctonia nella quinta traccia, The Black Goddess Rises (La Dea Nera Sorge) tramite l’invocazione a Lilith, “peccaminosa Eva”, “pallida Ecate”:
| Thee I invoke, bornless one All woman, pure predator Wherein conspiracy and impulse dwell Like a seething fall from grace! (…) Lilith who rode the steed Thou art pale Hecate Rising from Thessaly (…) Nothing will keep us apart We could kill them all If our desire tore free Our union as one, sweet, sinful Eve | Te invoco, mai nata femmina, predatrice pura dove dimorano cospirazione e istinto come ribollente caduta di grazia! (…) Lilith che cavalcò il destriero Tu che sei la pallida Ecate che sorge dalla Tessaglia (…) Nulla ci separerà Potremmo ucciderli tutti Se il nostro desiderio erompesse La nostra unione, dolce, peccaminosa Eva. |
Ma i riferimenti agli Dei Oscuri e all’O9A/ONA in ‘The Principle of Evil Made Flesh’ non finiscono qui. In Of Mist and Midnight Skies (Di Nebbia e Cieli di Mezzanotte) – che, tra l’altro, come riporta Alessandro Calvi nella sua recensione su True Metal, riprende la Toccata e Fuga in Re Minore di Bach (TM, 10 Luglio 2003) – e Imperium Tenebrarum (Impero delle Tenebre), rispettivamente nono e tredicesimo brano dell’album, si parla di “istinti acausali” e di una signora, una padrona che favorisce la trasformazione da uomo in bestia:
| Lycanthropy, please poison me Send acausal instincts crawling through my brain Take me, mistress, until perversion is fed | Licantropia, ti prego, avvelenami Inviami gli istinti acausali che strisciano nel mio cervello Prendimi, signora, finché non sia nutrita la perversione |

… nonché, del ferreo codice di comportamento richiesto agli Adepti.
| Swords in hand at the bloody fields of history We rend our blades through dogma and humility Carve the future according to our will Set worlds ablaze with our seething fire. Let you all acknowledge that we are here As masters to rule this failing humanity Our beings formed in rage and defiance With strength to trample the weak and the foolish. And so we march with burning brands Temples of flame on our path to glory. | Spade in mano nei campi insanguinati della storia Strappiamo le nostre lame attraverso il dogma e l’umiltà Scolpiamo il futuro secondo la nostra volontà Incendiamo i mondi con il nostro fuoco ribollente. Che tutti voi riconosciate che siamo qui Come padroni per governare questa umanità in declino, I nostri esseri formati nella rabbia e nella sfida, Con la forza per calpestare i deboli e gli stolti. E così marciamo con fiaccole ardenti Templi di fuoco sul nostro cammino verso la gloria. |
Continua […]

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