I Cradle of Filth e la Dea Oscura – Le Regine della Notte

Dunque, in principio era la Madre e:

come svelano le testimonianze archeologiche, il mondo matriarcale aveva molto chiaro che la Dispensatrice di Vita fosse anche Dispensatrice di Morte” (Conti, Pezzini – Le Vampire,12).

Se, da un lato, il culto della Dea nutrice veniva vissuto con relativa tranquillità anche nei suoi riti sotterranei, dall’altro alcune effigi ritrovate nelle tombe svelano aspetti ben più inquietanti: nel suo volto oscuro, la divinità si manifestava sia come Annunciatrice di Morte e Assassina – sono, queste, le rappresentazioni della Donna Civetta, Avvoltoio e Serpente, o un mix di più animali come nel caso delle Arpie – sia come Dea della Morte, le cui statuette antropomorfe sono le cosiddette Signore Bianche e, nella Grecia arcaica, le raffigurazioni delle Gorgoni, individuate, a loro volta, come aspetti di Ecate, la dea che in origine era fusa con Artemide in un’unica ipostasi lunare (Conti, Pezzini – op.cit.,14,15).

Arpia (illustrazione mia, vietata la riproduzione)

Regina della Notte, la Triplice Dea – cui si riferiscono altre triadi divine: le Moire, le Parche, le Grazie e le Norne, ma anche le Tre Marie – si presentava al contempo come Fanciulla (Kore, Artemide, Persefone prima della discesa agli Inferi: la Luna Nuova), Madre (Selene, Demetra, Cerere: la Luna Piena) e Vecchia (Ecate, Hel: la Luna Nera), portando con sé, oltre al mistero della Vita racchiuso nella sessualità e nella capacità generativa, anche quello della Morte, per il quale la si associava ai veleni, ai cimiteri e all’assenza di luce.

Triplice Ecate – AI generated image


Ecate è una creatura notturna, lunare e infera, esperta di magia nera; assiste al congiungimento dell’anima al corpo al momento del parto, ne suggella la separazione estrema sui letti di morte […]. Al suo funesto corteo si accompagnavano altri demoni femminili […] come Accò, o lo spettro Gellò, Mormò ed Empusa, che come vampiri ante litteram si cibavano del sangue dei neonati […]. Infine Lamia, la rapitrice di fanciulli […]” (Maderna – Per virtù d’erbe e d’incanti, 2018, 29,30).

Lamia, bellissima regina libica punita da Era, che per vendetta l’aveva indotta ad uccidere i figli avuti da Zeus, veniva rappresentata, teniamolo a mente per più avanti, come ermafrodita, con seni di donna e gambe posteriori con zoccoli, pur essendo capace di trasformarsi, alla bisogna, in procace fanciulla.
Lamia (o Empusa), infatti, era anche la Terribile Seduttrice narrata da Filostrato e come “sorella” di Ecate, ella è considerata – insieme alla Lilith ebraica, demonessa lasciva e succhiatrice di seme e sangue, indisciplinata prima moglie di Adamo secondo la tradizione rabbinica, e, non da ultima, a Ereshkigal, la regina dell’oltretomba sumero, volto oscuro di Ishtar/Iside – la capostipite della genia vampirica al femminile, formata da innumerevoli Incantatrici, che si ritroverà nel folklore europeo e, successivamente, nella letteratura romantica e gotica, al cinema e nella musica.

Continua […]

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